Non è l’ecommerce che non funziona, non vende perché la strategia latita

Andiamo al sodo.

Se il tuo ecommerce non vende quanto hai sperato, la ragione è di solito una e una soltanto: hai tirato sul il negozio prima di fare un piano.

Ti sei lanciato online nella speranza, anche giusta per carità, di migliorare le entrate del tuo esercizio o della tua azienda, ma poi non ha funzionato nulla.

Sono quasi sicuro che “qualcuno” (tipo web agency o amico/parente) ti ha spinto ad aprire un canale di vendita sul web, perché tanto su internet ci stanno tutti.

Se cerchi informazioni sul perché un ecommerce non funziona, ne trovi di ogni. La verità è che il motivo è di base uno solo: non hai in mano una strategia commerciale.

Se vai da un’agenzia e gli chiedi cosa non funziona nel tuo ecommerce, nel 99% dei casi la risposta che ti torna indietro è immediata.

Anche senza analizzare i tuoi numeri e conoscere un minimo il tuo mercato, c’è sempre qualcuno che ti risponde con ostentata sicurezza.

Diciamo che il suo obiettivo è soffiarti qualche altro millino dal portafoglio prima di sparire per sempre.

Il venditore di turno ti spara addosso una sequela di motivazioni del tipo:

  • il design non va bene;
  • manca la SEO (il posizionamento su Google);
  • devi gestire meglio la campagna AdWords;
  • non stai facendo pubblicità su Facebook;
  • devi fare più sconti.

Tutte cialtronate.

O meglio… sono risposte che buttano l’attenzione sui dettagli tecnici, invece che mettere sotto i riflettori il problema reale.

Ovvero che con tutta probabilità dovresti modificare, migliorare o mettere a punto l’idea commerciale che stai proponendo sul mercato.

A volte non c’è modo di raddrizzare la pianta se è nata storta. Magari meglio finirla lì e amen.

Ci tengo a raccontarti come la penso, e a non fare il venditore di sogni, perché sono io il primo ad essere stufo di certe balle che continuano a girare sul web.

Il design, la Seo, l’email marketing, Google AdWords e la piattaforma ecommerce sono tutte aree di sviluppo secondarie.

Prima c’è il vostro piano di attacco al mercato, poi il resto.

È come se Renzo Piano quando progetta un nuovo edificio si mette lì a pensare quali divani o complementi d’arredo inserire nei futuri appartamenti, invece di pensare prima alle fondamenta e a come starà in piedi tutto il complesso.

Non esiste alcuna bacchetta magica tecnologica che può risollevare il tuo ecommerce e i tuoi fatturati.

L’ecommerce non gira su regole differenti da quelle del mondo reale.

In un negozio fisico vendi solo se hai un’offerta, non intesa come sconto ma come proposta commerciale, attraente per i tuoi clienti.

Non è l’arredamento, le luci o l’eleganza generale degli ambienti che ti mette al sicuro dalla concorrenza.

Oggi come oggi se apri un’attività su strada e vendi elettrodomestici, televisori o telefonini puoi avere il negozio più bello del mondo, ma sei comunque destinato a morire perché MediaWorld e compagnia cantante ti schiacciano.

Pensa che anche le catene della grande distribuzione soffrono la concorrenza di Amazon, figurarsi una piccola impresa.

Quindi anche un ecommerce non può essere salvato dal design, dalla seo e da tutto il resto.

L’arredamento di un ambiente fisico o il design di un ecommerce sono una conseguenza dell’offerta commerciale e non il contrario.

Tra l’altro il fatto che un ecommerce sia bello, funzionale e ben posizionato sui motori di ricerca è il minimo sindacale. Non dovrebbe nemmeno essere in discussione.

Se poi c’è chi vende negozi online fatti male, amen siamo rovinati.

Purtroppo lo so che in giro c’è anche gente improvvisata, quello sta a te fare selezione.

La soluzione alle scarse vendite? Fare un piano insieme a un consulente

Di base puoi mettere in condizione il tuo ecommerce di funzionare se:

  • vendi prodotti a marchio tuo;
  • arrivi prima degli altri;
  • sei uno specialista per una nicchia di prodotti;
  • riesci a sostenere i costi di acquisizione cliente.

Ad esempio come ha fatto Amazon a prendersi il mondo?

È stato il primo a vendere qualcosa che nessuno vendeva prima: la spedizione gratuita e veloce.

Ovvio che ha aggredito il mercato con i prezzi — oggi comunque non è sempre il più economico — ma in realtà ha venduto un’esperienza di acquisto rapida, veloce e mai provata prima di allora.

È arrivato prima degli altri. Stop.

Ma non devi essere una compagnia miliardaria per ritagliarti il tuo spazio online.

Un altro esempio, famoso nel settore, è Diamond Candles.

Questo negozio che vende candele profumate si è “semplicemente” inventato di nascondere un anello tra i 100 e i 5000 dollari di valore in ogni tot di candele.

Ecco nel primo anno di vita sono usciti con 1 milione di euro di vendite. Dopo 3 anni hanno toccato i 20 milioni.

Come hanno fatto? Hanno venduto un loro prodotto unico, attraente per i loro clienti.

Ancora un altro è Hello Matcha. Posizionato come specialista in Australia per la vendita di tè matcha giapponese.

Non so se in Italia esista l’ecommerce leader per la vendita del tè matcha, non ho controllato sono sincero, ma sicuramente è una buona idea.

Potresti vendere selezioni di tè esclusive e poi produrre il tuo marchio… così controlli margini e profitti.

Però, insomma, non facciamo troppe consulenze gratis!

Dai scherzi a parte, le possibilità ci sono. Se l’ecommerce non funziona è perché non c’è dietro un modello aziendale.

È la strategia che latita come dice il titolo.

Prendi il coraggio a due mani e compila il modulo per richiedere una prima telefonata conoscitiva e vediamo se ci sono le possibilità di raddrizzare il tuo ecommerce che non va.

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