Quale piattaforma ecommerce scegliere e qual è la migliore?

Ecco non è la risposta che mi spaventa, ma il tempismo della domanda a preoccuparmi.

Oggi rispondo a una domanda che mi viene fatta da persone interessate alla costruzione di un ecommerce.

Quale piattaforma utilizzare o quale sia la migliore è un quesito ricorrente anche online, nei gruppi di discussione, nei forum o sui siti di domande e risposte.

Il punto su cui voglio mettere l’attenzione è che se stai pensando di aprire un canale di vendita online, l’aspetto tecnologico è l’ultima cosa di cui ti devi interessare.

Prometto che in questo articolo ti consegnerò anche una rapida panoramica sulle diverse piattaforme.

Ma voglio inviare un messaggio chiaro, e spero che passi senza indugi, su quanto innamorarsi della tecnologia non sia mai una buona scelta.

Come sai, se hai letto il primo articolo di evoluzionecommerce, per me ecommerce significa profitto.

Non arrivi a generare ricavi online grazie a una bacchetta magica tecnologica.

Raggiungere il successo con il proprio ecommerce è un insieme di componenti e competenze che formano una strategia commerciale vincente da mettere in campo sul mercato online.

Quindi se la tua preoccupazione è quale programma utilizzare per l’ecommerce, ma non hai ancora pensato ai profitti che otterrai dalla tua nuova attività di vendita, ti invito a rimettere in ordine le priorità.

Prima i conti e poi la tecnologia.

Tra l’altro la ricerca della piattaforma è un qualcosa che spetterà al tuo consulente.

Fai un piano, definisci gli obiettivi e troverai la soluzione informatica che meglio risponde alle necessità del tuo progetto.

Quindi attenzione che innamorarsi della tecnologia è pericoloso perché finisci ad ascoltare consigli di amici, parenti o di chi riporta le informazioni per sentito dire — e non c’è niente di peggio.

Non farai altro che farti fregare dalle mode:

“Ah prendo Magento perché la migliore di tutte!”

“Io scelgo Shopify perché costa poco e non ho bisogno della web agency”

“No meglio Prestashop perché è nativa per l’ecommerce ma non costa come Magento”

“Il mio web designer di fiducia mi ha consigliato WordPress + WooCommerce perché è più flessibile”

Cosa poi tutti questi discorsi abbiano a che fare con il profitto proprio non lo capisco.

Mi ripeto, se ancora non hai un piano, non dico un business plan complesso, ma almeno quattro conti credibili fatti anche a spanne.

E non hai analizzato i concorrenti e non sai ancora come entrare nel mercato.

Ovvero non ti è ancora chiaro il perché un cliente dovrebbe comprare da te, be’ allora la scelta della tecnologia non è il primo nodo da sciogliere. È prematuro occuparsi di questo aspetto.

Mettiti vicino un consulente di cui ti fidi e sistema insieme a lui questi aspetti prima di partire.

Intendiamoci non sto criticando il fatto di volersi informare di una parte che ha una sua importanza, per carità.

Cercare di capire è sempre segno di intelligenza e apprezzo gli imprenditori che desiderano avere il controllo anche delle scelte tecniche.

Ma non è la tecnologia che ti farà guadagnare.

Non guardare la pagliuzza, quando magari c’è un tronco nell’occhio.

Ora però per gli inguaribili romantici che sono curiosi di conoscere quali sono le piattaforme ecommerce più famose… ecco una panoramica al volo di quelle utili per la piccola-media impresa.

Magento

Tra le piattaforme open è con tutta probabilità la più completa. Completa, ma complessa. Complessa significa costosa.

Sì perché Magento ha costi di sviluppo molto alti.

Stai lontano da chi con qualche millino ti installa Magento, ci scarica un template e te lo rimpinza di plugin.

Considera che solo la licenza base ha un costo oltre i 20.000 euro. Poi conta di avere uno sviluppatore e un designer per le rifiniture del sito e boom i prezzi schizzano alle stelle.

Diciamo che sotto i 40.000 è difficile spenderei e ottenere un prodotto top.

Insomma se fai meno di 2 milioni di fatturato annuo online, è un passo più lungo della gamba. Per la nostra piccola-media impresa non ha molto senso come soluzione informatica, soprattutto all’inizio.

Woocommerce

Andiamo allo spettro opposto ovvero la piattaforma più diffusa con oltre 3 milioni di siti attivi.

Ci sarà il tecnico che sale in cattedra e ti dice che Woocommerce non è nato per l’ecommerce. In realtà te lo ripeto non è la piattaforma che fa il commercio elettronico, ma la strategia che ti porta al profitto.

Quando hai un carrello elettronico che funziona a dovere e si collega a un gestionale, non hai bisogno di molto altro da un punto di vista tecnico.

Ci sono ecommerce che girano intorno al milione di fatturato annuo e con WordPress + Woocommerce vanno benissimo.

Poi se uno cresce per carità, si fa sempre in tempo a cambiare programma. Non sarà un problema.

Io sono dell’idea che prima di guidare una Ferrari è meglio fare qualche giro in pista con una Fiat 500 se non sei ancora un pilota professionista.

Prestashop

Giù la maschera. Chi non riesce, o non hai i budget, per sviluppare in Magento sceglie Prestashop. Lo abbiamo fatto in tanti: io compreso in passato.

Personalmente ci ho lavorato per alcuni anni, ma non mi sentirei di consigliarlo più a nessuno per tutta una serie di motivi.

Attenzione poi che quando parli con le agenzie o i freelance, loro metteranno sempre l’accento su ciò che conviene dal lato tecnico. Non per ciò che serve a te davvero da lato dei tuoi guadagni.

Prestashop, oggi, per me (opinione personale così nessuno mi manda lettere dagli avvocati) non nè carne nè pesce. Lascia perdere, è un suggerimento (del tutto soggettivo) gratis che ti do.

Shopify

Il re del “con 30 euro al mese ho tutto e non ci penso più”.

Che poi quello è lo specchietto per le allodole, i costi sono ben altri quando hai bisogno di personalizzare davvero il tuo negozio online.

Ricordiamoci che il facile, veloce e fai-da-te è un ottimo modo di vendere le soluzioni, ma è quanto di più distante dalla realtà.

L’ecommerce non è facile e veloce. Se poi lo fai da solo, auguri!

Davvero crediamo alle favole che con meno di 400 euro/anno possiamo prenderci una posizione sul mercato?

Come sempre valuta bene insieme a un consulente quale piattaforma aderisce bene ai tuoi bisogni.

Piattaforma su misura

Poi ci sono i geni che vogliono venderti una piattaforma realizzata da loro.

Dai siamo seri.

Online è pieno di soluzioni software già testate e affidabili. Tutte quelle elencate, a parte le battute e le differenze, per un motivo o per l’altro lo sono.

Esistono community sterminate di persone che collaborano per il loro miglioramento ogni giorno… e tu… vuoi comprare un programmino sviluppato da due programmatori in croce in un ufficietto di provincia?

Te lo sconsiglio di tutto cuore, davvero.

Le soluzioni informatiche esistono già sul mercato, basta saperle usare e personalizzarle.

Potrai comprendere che sono assolutamente contrario a chi cerca di piazzarti una soluzione fatta in casa “su misura”.

Poi quando si stufano di sviluppare il loro software queste mini agenzie spariscono e ti lasciano in braghe di tela e magari è tutto da rifare da zero.

Credimi è già capitato più di una volta.

Tra l’altro è decisivo come una piattaforma viene configurata e gestita dagli sviluppatori, piuttosto che la piattaforma in sé.

Che sia Magento o WooCommerce. La tua ricerca dovrebbe piuttosto puntare alle persone, non ai programmi.

In conclusione ci tengo a ribadire la mia posizione. “Quale piattaforma ecommerce scegliere?” — “Ma chi se ne importa potremmo dire.”

È brutta detta così? Sì, in effetti non è il massimo dell’eleganza.

La verità è che non è un problema di cui occuparsi all’inizio. Inciderà del 5% sul tuo successso.

L’ecommerce rispetta le regole del mondo reale.

Tu stai proponendo un prodotto/servizio online invece che dal vivo.

La piattaforma tecnica non è nulla più di un carrello elettronico, poi eventualmente integrato con altri sistemi come i gestionali.

Ma l’ecommerce, lo ripeterò alla nausea, è un’azienda che punta al profitto.

E il successo di un’azienda si compone di molte variabili anche piuttosto complesse.

Questo è il lavoro che spetta all’imprenditore, al suo consulente e ai tecnici.

Mettere insieme i pilastri fondamentali che sorreggono l’impresa e portano al titolare fatturato e profitto.

Lavoro di squadra per raccogliere i frutti.

Nient’altro.

Mi auguro che questo articolo possa tenerti in guardia dall’innamoramento della tecnologia.

Per oggi è tutto.

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