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Parole chiave: perché le aziende che le ignorano stanno cedendo fatturato alla concorrenza

C’è un’informazione che quasi tutte le aziende italiane non hanno, e che i loro potenziali clienti producono gratuitamente ogni giorno: le parole esatte che usano per cercare prodotti e servizi come i loro.

Conoscere quelle parole significa capire come pensa il cliente nel momento in cui si avvicina all’acquisto. Non è un’informazione accessoria: è la base su cui costruire contenuti efficaci, campagne pubblicitarie mirate e una presenza online che intercetta la domanda nel momento giusto.

Le parole che usi tu non sono quelle che usa il cliente

La prima cosa che emerge quasi sempre da un’analisi delle parole chiave è la distanza tra come un’azienda descrive i propri prodotti e come li cerca il mercato.

Potreste pensare che i vostri clienti cerchino “scarpe da ginnastica”, e scoprire invece che cercano un modello specifico, con una taglia, un colore o una caratteristica tecnica precisa. Oppure che usino un termine colloquiale che non compare da nessuna parte nel vostro sito. Queste varianti, moltiplicati per centinaia o migliaia di ricerche mensili, sono opportunità che esistono e che in questo momento probabilmente stanno portando traffico ai concorrenti.

L’analisi delle parole chiave risolve questo disallineamento. Mappa il linguaggio reale del cliente e permette di costruire contenuti, schede prodotto e messaggi pubblicitari che rispondono a quello che viene effettivamente cercato, non a quello che l’azienda assume venga cercato.

Cosa si può fare con questi dati nella pratica

L’utilità delle parole chiave non si esaurisce nell’ottimizzazione SEO. Nella nostra operatività quotidiana le usiamo in almeno quattro modi distinti.

Il primo è costruire le vetrine degli e-commerce sui prodotti più ricercati, non sulle novità appena caricate. Un e-commerce che mette in homepage i prodotti che il mercato sta cercando in quel momento converte di più di uno che segue la logica interna dell’arrivo della merce.

Il secondo è anticipare i trend stagionali. Ogni settore ha picchi di ricerca prevedibili mese per mese. Chi li conosce può arrivare prima dei concorrenti, attivando le campagne quando la domanda inizia a crescere, non quando è già al massimo.

Il terzo è migliorare la lead generation B2B. Un’azienda che vende ad altre aziende e conosce le ricerche specifiche del proprio segmento può costruire percorsi di acquisizione molto più precisi, intercettando decision maker nel momento in cui stanno attivamente cercando una soluzione.

Il quarto è alimentare le liste di email marketing con contatti qualificati, attraendo potenziali clienti con contenuti costruiti attorno alle loro domande reali e raccogliendo indirizzi di persone già interessate al tema.

Il rischio concreto di non presidiare il canale

Il settanta per cento degli acquirenti usa Internet in qualche fase del processo decisionale, anche quando l’acquisto finale avviene offline o tramite rete commerciale. Non essere visibili in quella fase non è neutro: significa lasciare che il cliente trovi prima un concorrente.

Questo è particolarmente rilevante per le aziende con una storia consolidata e una base cliente storica. Il passaparola e la reputazione continuano a funzionare, ma non coprono i potenziali clienti che cercano su Google senza conoscere ancora il vostro nome. Quei clienti li sta prendendo qualcun altro, spesso un competitor più giovane o più reattivo che ha deciso di presidiare il canale online in modo strutturato.

Non intercettare le parole chiave del proprio settore non è una scelta neutra: è una rinuncia a una parte della domanda di mercato che esiste già e che qualcuno sta già servendo. [LINK alla pagina del servizio Paid Acquisition]

Da dove si parte

Il punto di partenza è una mappatura delle parole chiave rilevanti per il vostro settore: volumi mensili, varianti di ricerca, stagionalità, costo pubblicitario per intercettarle. Questi dati esistono e sono misurabili. [LINK alla pagina del servizio Market Intelligence Audit]

Se non sapete quali parole chiave stanno portando i vostri potenziali clienti dalla concorrenza, è il momento giusto per scoprirlo.

Il primo passo è una conversazione di 30 minuti, senza impegno e senza presentazioni commerciali. [LINK alla pagina di contatto]